MUSEI CIVICI: CONGRESSO FILCAMS CGIL
Approvati all’unanimità due ordini del giorno contro le esternalizzazioni e a sostegno dei lavoratori di Cà Foscari.
Di seguito presentiamo gli ordini del giorno approvati:
OdG 1:ESTERNALIZZAZIONI
La politica delle esternalizzazioni da parte dei vari Enti Pubblici susseguitesi negli ultimi anni nel settore dei servizi, della cultura, della sicurezza, del sociale, ecc, ha prodotto, nel tempo, il proliferarsi di continui appalti in cui, laddove presenti, solamente incisive azioni di lotta sindacale riescono ad arginare i nefasti effetti della logica del massimo ribasso.
Tali meccanismi di esternalizzazione vanno denunciati e profondamente contrastati alla luce della necessità di interrogarsi sull’effettivo “risparmio” legato ai determinati servizi offerti e nella reale ed evidente constatazione che, ammesso che di risparmio si tratti, questo viene completamente scaricato sulla foltissima schiera dei diversi operatori andando addirittura a creare ingenti profitti per le diverse aziende e/o imprese cooperative che, sui territori, agiscono quasi in regime di monopolio.
Tali meccanismi di esternalizzazione vanno denunciati e profondamente contrastati alla luce della necessità di interrogarsi sull’effettivo “risparmio” legato ai determinati servizi offerti e nella reale ed evidente constatazione che, ammesso che di risparmio si tratti, questo viene completamente scaricato sulla foltissima schiera dei diversi operatori andando addirittura a creare ingenti profitti per le diverse aziende e/o imprese cooperative che, sui territori, agiscono quasi in regime di monopolio.
La situazione attuale presente presso l’Università di Cà Foscari con il perdurare del licenziamento dei 53 lavoratori del servizio di portineria è del tutto inaccettabile.
Va responsabilizzato l’Ente committente e denunciata con forza la volontà dell’Ateneo di non voler rescindere il contratto d’appalto con le “nuove società” contenente il principio della discontinuità lavorativa (lavorare di più per ottenere di meno).
Rescissione impellente e quanto mai necessaria, vista come unica soluzione per ripristinare un clima di legalità contrattuale e far tornare al proprio posto i lavoratori licenziati.
Va responsabilizzato l’Ente committente e denunciata con forza la volontà dell’Ateneo di non voler rescindere il contratto d’appalto con le “nuove società” contenente il principio della discontinuità lavorativa (lavorare di più per ottenere di meno).
Rescissione impellente e quanto mai necessaria, vista come unica soluzione per ripristinare un clima di legalità contrattuale e far tornare al proprio posto i lavoratori licenziati.

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