giovedì 29 aprile 2010

Lotta il Primo maggio, lotta sempre!

Una generazione di lavoratori costretta a subire il dramma delle morti bianche sul lavoro, una generazione assoggettata alla falcidia della flessibilizzazione spacciata quale panacea contro il mancato impiego si ritrova nelle piazze ad ascoltare banditori di occupazione retribuita ai limiti della sussistenza oppure a fare da scenografia a qualche concerto tra bandiere svuotate di significato. Non è questo il Primo Maggio dei lavoratori, non è questa la nostra festa, ma solo un’occasione per darsi una pacca sulla spalla soggiogati dalle false promesse politiche e sindacali. 
La crisi mondiale che obbliga all’intensificazione dello sfruttamento per far costare le merci nazionali meno di altre prodotte da operai in altri paesi, non ha soluzione “naturale”, non vi saranno altri boom economici. La concorrenza commerciale è spietata e lo sfruttamento all’interno dei singoli paesi per rendere più competitive le proprie merci è una realtà devastante. Il fatto è che tutti i paesi adottano le stesse misure per ottenere gli stessi risultati. 
Questa logica o la si accetta fino in fondo, o la si rifiuta in toto. Non vi sono vie di mezzo! 
Le vertenze aperte nel territorio veneziano non conoscono tregua sebbene i megafoni della politica le assordino con promesse e slogan di riscatto. I 53 dipendenti delle portinerie di Ca’ Foscari sono ancora a casa grazie all’ATI Guerriero – Prodest che non ottempera all’ordinanza del Tribunale del Lavoro e alla connivenza dell’ente committente; la situazione dei Musei Civici è, invece, bloccata ad un vergognoso tavolo delle trattative dove si gioca alla roulette russa con il monte ore dei dipendenti che viene recuperato sui permessi e sulle ferie.
Lavoratori, uniamoci per determinare una società diversa da quella che ci costringono ad accettare a capo chino. Ricordiamo la deliberazione per il Primo Maggio approvata il 20 luglio del 1889 dal congresso internazionale operaio:

Una grande manifestazione sarà organizzata per una data stabilita, in modo che simultaneamente in tutti i paesi e in tutte le città, nello stesso giorno, i lavoratori chiederanno alle pubbliche autorità di ridurre per legge la giornata lavorativa a otto ore.


La richiesta della nostra classe è sempre stata: 

DRASTICA RIDUZIONE DELLA GIORNATA DI LAVORO,
SALARIO AI LAVORATORI DISOCCUPATI!

 
Coordinamento dei Lavoratori della Cultura in Lotta





0 COMMENTI:

Posta un commento